<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Magnolia House</title>
	<atom:link href="http://www.magnoliahouse.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.magnoliahouse.it</link>
	<description>Casa Vacanze in Penisola Sorrentina</description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Apr 2012 13:26:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
		<item>
		<title>Ercolano</title>
		<link>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/ercolano.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ercolano</link>
		<comments>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/ercolano.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eikongrafica.it/magnoliahouse/?p=80</guid>
		<description><![CDATA[Vanta una posizione incantevole al centro del Golfo di Napoli e gode di una particolare importanza per il suo inestimabile patrimonio rappresentato dagli Scavi archeologici dell&#8217;antica Haercolanum, distrutta dall&#8217;eruzione del Vesuvio del 79 d.C. La visita ad Ercolano, in provincia di Napoli, non può dunque prescindere dagli Scavi archeologici. Essi devono la loro fortuna alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vanta una posizione incantevole al centro del Golfo di Napoli e gode di una particolare importanza per il suo inestimabile patrimonio rappresentato dagli Scavi archeologici dell&#8217;antica Haercolanum, distrutta dall&#8217;eruzione del Vesuvio del 79 d.C.<br />
La visita ad Ercolano, in provincia di Napoli, non può dunque prescindere dagli Scavi archeologici. Essi devono la loro fortuna alle modalità con cui la città fu sepolta: sommersa da un fiume di fango vulcanico che, solidificandosi, determinò un fenomeno di conservazione assolutamente originale e privo di confronti rispetto a Pompei. Per questo motivo, sono giunti fino a noi reperti organici (cereali e legumi carbonizzati, stoffe, arredi e parti di edifici in legno), ma anche i piani superiori degli edifici e, con essi, un&#8217;idea precisa dei volumi e delle tecniche di costruzione, permettendo di ricostruire la storia della casa romana attraverso quasi tre secoli, dal II secolo a.C. fino all&#8217;eruzione del 79.<br />
La scoperta dell’antica Ercolano risale al 1709 e si deve ai lavori di scavo con cui il principe austriaco d’Elboeuf voleva far realizzare un pozzo all’interno del proprio giardino. Solo nel 1738, per ordine del re Carlo di Borbone, iniziarono i primi regolari lavori di scavo, destinati a riportare in luce la città che è, tuttavia, in parte ancora sepolta sotto l’urbanistica moderna di Ercolano, come attesta la Villa dei Papiri, raggiunta soltanto con uno stretto cunicolo.<br />
Ercolano, tuttavia, non è solo Scavi. Meritano una visita le tantissime ville racchiuse nel &#8220;Miglio d&#8217;oro&#8221; (così come veniva chiamato il tratto dell&#8217;antica via Regia, celebre per lo splendore dell&#8217;ambiente e la ricchezza delle costruzioni), tra cui si ricordano Villa Campolieto e Villa Favorita. Gli amanti dello shopping apprezzeranno il celebre mercato dell’usato (Mercato di Resina), dove sono venduti abiti di seconda mano e surplus militare. Si svolge tutti i giorni, tranne la domenica, tra le viuzze e le piazze circostanti via Putigliano. È nato durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, quando in questo centro del napoletano si smerciavano oggetti e vestiti trafugati ai convogli americani di passaggio, ed è cresciuto negli anni successivi.<br />
Partendo da Ercolano, non deve mancare una visita all&#8217;Osservatorio Vesuviano, che, istituito nel 1845 per volere di Ferdinando II di Borbone, ha costituito la prima struttura al mondo utilizzata per l&#8217;osservazione e lo studio del vulcanesimo.<br />
Tra i prodotti tipici da assaggiare in loco si segnalano le melanzane al cioccolato, vero e proprio piatto di rito ad Ercolano per il Ferragosto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/ercolano.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Caserta e la Reggia</title>
		<link>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/caserta-e-la-reggia.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=caserta-e-la-reggia</link>
		<comments>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/caserta-e-la-reggia.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eikongrafica.it/magnoliahouse/?p=77</guid>
		<description><![CDATA[E’ attorno alla celebre Reggia borbonica che si è sviluppata la città di Caserta, che ha mutuato il nome da un piccolo centro medioevale posto su una collina vicina, oggi conosciuto come Caserta Vecchia. Proprio il Palazzo reale e l’antico borgo, oltre al Belvedere di San Leucio, sono tappe obbligate per scoprire i tesori della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ attorno alla celebre Reggia borbonica che si è sviluppata la città di Caserta, che ha mutuato il nome da un piccolo centro medioevale posto su una collina vicina, oggi conosciuto come Caserta Vecchia.<br />
Proprio il Palazzo reale e l’antico borgo, oltre al Belvedere di San Leucio, sono tappe obbligate per scoprire i tesori della città.<br />
La Reggia fu progettata, su ordine di Carlo di Borbone, dall’architetto Luigi Vanvitelli per celebrare l’importanza europea del regno di Napoli. I lavori di realizzazione, iniziati nel 1752, durarono ben ventidue anni. Il risultato è un palazzo di oltre 45 mila metri quadri di superficie, articolato su quattro cortili, 1200 stanze, disposte su 5 piani, con 34 scale, 1970 finestre e un giardino con fontane alimentate da un acquedotto (l’acquedotto Carolino, di 41 chilometri) specificamente costruito.<br />
La Reggia è un vero capolavoro di architettura e decorazione: passeggiando al suo interno, si è stupiti dal continuo susseguirsi di opere d’arte, stucchi, bassorilievi, affreschi, sculture e pavimenti a intarsio. Dal portone principale si accede al maestoso atrio. Da qui, attraverso lo Scalone d’onore si sale alla Cappella Palatina e ai sontuosi appartamenti reali. Nei saloni si possono apprezzare pitture di artisti dell’epoca e mobili rococò e neoclassici.<br />
A Caserta sono da vedere anche l’antica residenza degli Acquaviva d’Aragona, in piazza Vanvitelli, il Duomo neoclassico e la Chiesa di Sant’Agostino in viale Mazzini, che conserva opere di Giacinto Diano, di Domenico Mondo, di Bardellino e di Antonio Dominici.<br />
Ma una visita nel capoluogo casertano non è completa senza una passeggiata nel borgo medievale di Caserta Vecchia e al Belvedere di San Leucio.<br />
La città “vecchia” è un suggestivo dedalo di stradine, che conducono sino alla piazza, dalla forma rettangolare, che accoglie la Cattedrale, il Palazzo Vescovile, il Seminario e la Casa Canonica, quasi a formare una corte chiusa.<br />
A San Leucio, invece, ancora ben visibili sono i segni del progetto voluto da Ferdinando IV nel 1789: trasformare il casino di caccia del Belvedere in una fabbrica della seta, creando una vera e propria “reggia-filanda” in cui ci sarebbero stati gli appartamenti reali, i filatoi e i macchinari per la lavorazione della seta. Ancora oggi, accedendo al Belvedere di San Leucio, è possibile visitare le stanze reali, l’antico opificio e i suoi torcitoi, interamente restaurati, azionati dalla grande ruota idraulica.<br />
La visita di San Leucio è ancora più suggestiva nel mese di luglio, in occasione dei festeggiamenti della Madonna SS. delle Grazie, quando ogni membro della comunità si veste e vive come nel passato, dando vita a un corteo storico, con sequenze di quadri o gruppi di figuranti in costume, accompagnati da musiche del Settecento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/caserta-e-la-reggia.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pompei</title>
		<link>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/pompei-ed-ercolano.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pompei-ed-ercolano</link>
		<comments>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/pompei-ed-ercolano.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eikongrafica.it/magnoliahouse/?p=74</guid>
		<description><![CDATA[Alle pendici del Vesuvio, in provincia di Napoli, sorge Pompei, il più grande e suggestivo centro archeologico d&#8217;Italia. Crocevia di traffici dell&#8217;epoca imperiale romana, Pompei è stata segnata dalla catastrofica eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che cancellò ogni forma di vita e ricoprì la vasta aerea di una fitta coltre di cenere e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle pendici del Vesuvio, in provincia di Napoli, sorge Pompei, il più grande e suggestivo centro archeologico d&#8217;Italia.<br />
Crocevia di traffici dell&#8217;epoca imperiale romana, Pompei è stata segnata dalla catastrofica eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che cancellò ogni forma di vita e ricoprì la vasta aerea di una fitta coltre di cenere e di lapilli.<br />
Solo verso la metà del settecento iniziarono gli Scavi, volti a portare alla luce i resti della città, scavi che oggi costituiscono un fortissimo richiamo turistico. Pompei, infatti, rappresenta una tappa obbligata per chi vuole passeggiare tra le strade di una città romana e visitare le case dei mercanti e le ville patrizie ancora intatte, come la Villa dei Misteri, rinvenuta all&#8217;esterno dell&#8217;area archeologica, o la Casa dei Vettii e quella del Fauno.<br />
Ma visitare Pompei non significa solo immergersi nei suoi millenni di vita. Il pieno centro cittadino ospita la vasta area archeologica, ma anche il celebre Santuario della Beata Vergine del Rosario, meta ogni anno di circa quattro milioni di pellegrini, e il Museo Vesuviano Gian Battista Alfano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/pompei-ed-ercolano.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Napoli</title>
		<link>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/napoli.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=napoli</link>
		<comments>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/napoli.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eikongrafica.it/magnoliahouse/?p=71</guid>
		<description><![CDATA[Sfarzosa e povera, festosa e triste, Napoli oggi si adagia su uno dei golfi più famosi al mondo, tenuta d’occhio ad est dal Vesuvio. Città d’arte e dalla storia millenaria, è la Neapolis dei Romani, la città bizantina di Teodosio, del potente ducato autonomo, del normanno Ruggero e dell’imperatore Federico II di Svevia, la città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sfarzosa e povera, festosa e triste, Napoli oggi si adagia su uno dei golfi più famosi al mondo, tenuta d’occhio ad est dal Vesuvio. Città d’arte e dalla storia millenaria, è la Neapolis dei Romani, la città bizantina di Teodosio, del potente ducato autonomo, del normanno Ruggero e dell’imperatore Federico II di Svevia, la città capitale del trionfo angioino e aragonese, dei vicerè spagnoli e di Masaniello, la città dei fasti borbonici e di Murat, la città in cui Vittorio Emanuele II fece il suo ingresso il 7 novembre del 1860.<br />
Tanti avvenimenti che hanno fatto in modo che la città conservasse una forte vivacità culturale ed intellettuale. Dalla sua fondazione sino alle testimonianze dell’impero romano, attraverso le opere medievali e la ricchissima testimonianza del periodo Barocco: Napoli è un groviglio che non conosce uguali di vicoli e di piazze, di monumenti e di chiese, di palazzi nobiliari e belvedere mozzafiato, come via Caracciolo, il belvedere di Posillipo o quello di San Martino.<br />
Bellezze ispiratrici della stessa arte napoletana e che hanno dato vita a capolavori come il Castel Nuovo, conosciuto come Maschio Angioino, il Palazzo Reale, la Reggia di Capodimonte, le Chiese di Santa Chiara, San Domenico Maggiore, San Lorenzo Maggiore, Santa Maria Donnaregina, Sant’Anna dei Lombardi, il Duomo, il Gesù Nuovo e quello Vecchio. Opere che hanno conferito al capoluogo partenopeo una posizione di primo piano nell’arte internazionale, visibile anche nella conservazione di capolavori di cui si fanno interpreti grandi Musei come quello Archeologico, il Museo di Capodimonte e il Museo di San Martino.<br />
Anche l&#8217;arte moderna è, oramai, un particolare attrattore turistico: dal Museo Madre, a due passi dal Duomo, al Pan di via dei Mille, alle stazioni del Metrò dell’Arte. Da circa un decennio, Napoli vive un processo di modernizzazione dei linguaggi artistici, regalando al turista più attento autentiche emozioni. Attraversando Spaccanapoli, cuore pulsante della città, nelle vicinanze della celebre via San Gregorio Armeno, si raggiunge piazza Dante e da qui ci si immerge nei capolavori della nuova linea della metropolitana: dalla stazione di Dante, con le sue pareti coperte da cristalli, a quella del Museo, che ospita l’originale della “Testa Carafa”, a quella di Materdei, piena di mosaici, fino ai colori vivaci della fermata di Salvator Rosa, ai bassorilievi di Quattro Giornate.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/napoli.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ischia</title>
		<link>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/ischia.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ischia</link>
		<comments>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/ischia.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eikongrafica.it/magnoliahouse/?p=68</guid>
		<description><![CDATA[Ischia, l&#8217;isola più grande della baia di Napoli, è tra le più rinomate stazioni termo-climatiche, marine e turistiche d&#8217;Italia e del mondo. Grazie alla sue bellezze naturali, ai suoi suggestivi paesaggi, alle splendide spiagge, ai profumi e ai sapori dei suoi prodotti, l&#8217;isola d&#8217;Ischia offre ai suoi ospiti una diversificazione di &#8220;esperienze&#8221;: dal turismo termale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ischia, l&#8217;isola più grande della baia di Napoli, è tra le più rinomate stazioni termo-climatiche, marine e turistiche d&#8217;Italia e del mondo.<br />
Grazie alla sue bellezze naturali, ai suoi suggestivi paesaggi, alle splendide spiagge, ai profumi e ai sapori dei suoi prodotti, l&#8217;isola d&#8217;Ischia offre ai suoi ospiti una diversificazione di &#8220;esperienze&#8221;: dal turismo termale a quello di puro divertimento, dalle escursioni tra i verdi boschi alla riscoperta di vie e borghi antichi, per arrivare allo shopping tra i mille negozietti del corso.<br />
Con le sue 18 miglia di spiagge, baie ed insenature e con la lussureggiante vegetazione, che fa da sfondo a paesaggi incontaminati, Ischia è stata definita il giardino d&#8217;Europa.<br />
E’ un&#8217;isola di natura vulcanica, anche se si tratta, in realtà, di un unico vulcano sottomarino elevatosi fino ai 767 metri del Monte Epomeo, con numerosi crateri secondari spenti che presentano, tuttora, alcune manifestazioni di attività residuale. Sul territorio, infatti, sono presenti circa 29 bacini termali, 67 fumarole e 103 sorgenti.<br />
Ischia si articola in sei comuni: Ischia,Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio,Serrara Fontana e Barano, ciascuno con una propria peculiarità.<br />
L’isola d&#8217;Ischia ospita diversi musei, chiese e strutture di interesse culturale.<br />
Tanti, dunque, i luoghi da visitare: il Castello Aragonese che domina Ischia Ponte, la Cattedrale di Santa Maria della Scala, costruita su un nucleo originario risalente al XII secolo, il Museo del Mare, che sorge nei tre piani dello storico palazzo dell&#8217;orologio, risalente al 1759. Gli oggetti esposti ricostruiscono la storia e le tradizioni più caratteristiche della marineria ischitana.<br />
La chiesa di Sant’Angelo, dedicata all&#8217;Assunta e a S.Michele Arcangelo, risalente al XIX secolo, la Chiesa del Soccorso a Forio, che sorge a picco sul mare, il Museo delle Armi, delle Armature e Strumenti di Tortura, l’Acquedotto romano e la Torre Aragonese.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/ischia.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Capri</title>
		<link>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/capri.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=capri</link>
		<comments>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/capri.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eikongrafica.it/magnoliahouse/?p=64</guid>
		<description><![CDATA[Fra le più belle isole del golfo di Napoli, Capri è conosciuta in tutto il mondo per le sue incomparabili bellezze naturali e archeologiche. Il profumo dei fiori, la raffinata sfaccettatura dei colori, le aspre scogliere che degradano verso il mare cristallino, i vicoli antichi che attraversano piccole case immerse nel verde. Sono solo alcune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra le più belle isole del golfo di Napoli, Capri è conosciuta in tutto il mondo per le sue incomparabili bellezze naturali e archeologiche.<br />
Il profumo dei fiori, la raffinata sfaccettatura dei colori, le aspre scogliere che degradano verso il mare cristallino, i vicoli antichi che attraversano piccole case immerse nel verde. Sono solo alcune delle caratteristiche che hanno reso famosa questa incantevole isola posta di fronte alla Costiera Sorrentina, cui è legata da un prolungamento roccioso sottomarino lungo circa cinque chilometri.<br />
Da sempre Capri esercita su chi la visita un grande fascino: i Faraglioni, la Grotta Azzurra, la Piazzetta, l’azzurro del cielo e del mare gli elementi di maggiore attrazione.<br />
In estate, ma non solo, la vita notturna è estremamente piacevole, tra bar alla moda e discoteche esclusive. Nelle serate capresi è facile incontrare noti personaggi dello spettacolo o famosi attori di Hollywood e pop star internazionali.<br />
L&#8217;isola ha una superficie di circa 12 chilometri quadrati di lunghezza ed una larghezza di 3 chilometri. Comprende due comuni: Capri e Anacapri, situata nella parte alta dell&#8217;isola, a 286 metri sul livello del mare e collegata a Capri da una strada panoramica.<br />
Da Anacapri è possibile, poi, raggiungere, tramite una seggiovia, il Monte Solaro, situato a 589 metri sul livello del mare, da cui si può ammirare un panorama che spazia dal Golfo di Napoli a quello di Salerno, passando per la piana di Anacapri e la penisola sorrentina, Capri ed i Faraglioni.<br />
Il primo scopritore di Capri fu l’imperatore Augusto nel 29 a.C. che, innamoratosi dell&#8217;isola, la tolse dalle dipendenze di Napoli, scambiandola con la fertile Ischia. Inizia, così, il suo dominio privato, seguito dalla fiorente edilizia che, il suo successore Tiberio attuò dal 27 al 37 d.C, con la costruzione di ben dodici ville.<br />
Tra queste, oggi, restano testimonianze evidenti di Villa Jovis e di Villa Damecuta.<br />
Numerose anche le chiese da visitare, come quella di San Costanzo, del V secolo d.C. e la piccola Chiesa di Santa Maria del Soccorso, datata 1610.<br />
Per raggiungere Capri si possono utilizzare traghetti e aliscafi che partono da Napoli, Sorrento e dalla Costiera amalfitana. Sull’isola si viaggia a bordo di autobus, taxi e si più utilizzare la funicolare che collega Marina grande con la Piazzetta.<br />
Uno scenario straordinario quello regalato dall’isola azzurra a chi intende dedicarsi al relax con passeggiate tra negozi esclusivi e tipiche botteghe artigianali. Tra le stradine di Capri e di Anacapri si può comperare qualunque cosa si desideri: dal capo d’abbigliamento griffato al gioiello unico, dai caratteristici sandali fatti su misura ai profumi realizzati artigianalmente con le erbe e le spezie tipiche della costa. Oltre agli splendidi parei in seta o ai preziosi scialli in cashmere e lana merino che si possono trovare solo sull’isola azzurra.<br />
Senza dubbio, una delle stradine più eleganti di Capri è via Camerelle, nei pressi della storica Piazzetta, dove si concentrano le boutiques e gli atelier dei più prestigiosi stilisti italiani ed internazionali, da Gucci a Ferrè, da Dolce e Gabbana a Louis Vuitton, da Pucci a Cartier. Sempre in via Camerelle si trova, poi, lo showroom di Carthusia, antica fabbrica di profumi che realizza essenze uniche ed inebrianti utilizzando materie prime naturali. Ed infatti, i fiori che caratterizzano i sentieri capresi, come la ginestra, l’orchidea, il rosmarino, il mughetto ed il garofano selvatico danno vita a fragranze inconfondibili. La loro lavorazione rispetta ancora metodi antichi: rosmarino come base dei profumi maschili e garofano selvatico per quelli femminili.<br />
Così, non solo è possibile acquistare i profumi, disponibili in un’ampia scelta di fraganze, ma anche vederne la lavorazione nei laboratori, in cui le essenze vengono distillate, miscelate e conservate in confezioni fatte a mano.<br />
Via le Botteghe è un&#8217;altra via dello shopping di lusso: qui prestigiose boutiques e gioiellerie offrono agli occhi del visitatore sfavillanti vetrine ricolme di collane, bracciali, monili e orecchini in perle e corallo. Cuore del centro storico, infine, è via Vittorio Emanuele, sede di importanti negozi di lusso.<br />
Altra specialità dell’isola azzurra è la fabbricazione artigianale di sandali: suola piatta e striscia di cuoio dai colori più disparati. Caratteristico è il fatto che siano gli artigiani a confezionarli davanti agli occhi stupiti dello stesso visitatore, che in pochi minuti vedrà realizzato un paio di autentici sandali capresi fatti su misura.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/capri.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ravello</title>
		<link>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/ravello.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ravello</link>
		<comments>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/ravello.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eikongrafica.it/magnoliahouse/?p=60</guid>
		<description><![CDATA[Ravello, la gemma della Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno, domina, come un vero e proprio terrazzo aperto sul mare, i paesi di Minori e Maiori. La sua bellezza fu immortalata da Boccaccio nel &#8220;Decamerone&#8221; e da William Turner nelle tele i cui schizzi sono oggi esposti alla Tate Gallery di Londra. Nel centro del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ravello, la gemma della Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno, domina, come un vero e proprio terrazzo aperto sul mare, i paesi di Minori e Maiori.<br />
La sua bellezza fu immortalata da Boccaccio nel &#8220;Decamerone&#8221; e da William Turner nelle tele i cui schizzi sono oggi esposti alla Tate Gallery di Londra.<br />
Nel centro del paese, sulla destra del Duomo, una torre quadrata segnala l&#8217;ingresso alla Villa Rufolo, complesso di costruzioni della seconda metà del &#8217;200 e dove è possibile visitare la terrazza di Wagner, così chiamata perché ispirò al maestro il quadro scenico del giardino di Klingsor, secondo atto del Parsifal.<br />
Il panorama fa ora da sfondo, ogni estate, al Ravello Festival.<br />
Tanti i luoghi da visitare, come il Museo del Corallo, che raccoglie manufatti dall&#8217;epoca romana al secolo scorso, la Chiesa romanica del XII secolo di Santa Maria a Gradillo, il Castello ed un palazzo fortilizio del 1200, che fa da sfondo alla Cattedrale di San Pantaleone, eretta nel 1087 per volontà della famiglia Rufolo.<br />
Da vedere anche il duecentesco Palazzo Gonfalone, il Municipio nella Casa di Tolla, il belvedere Principessa di Piemonte e la Chiesa di San Francesco, di cui si ammira l’originale struttura gotica con annesso convento, fondato nel 1222 dallo stesso San Francesco. Continuando, per via Santa Chiara, si passa davanti alla Chiesa di Santa Chiara, dallo splendido pavimento in maiolica settecentesca.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/ravello.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Positano</title>
		<link>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/positano.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=positano</link>
		<comments>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/positano.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eikongrafica.it/magnoliahouse/?p=57</guid>
		<description><![CDATA[Scale ripide e quasi nascoste. Stradine, una miriade, che si intrecciano e si aggrovigliano, in un susseguirsi inusuale di casupole bianche, archi, cupole e loggiati. Positano, in provincia di Salerno, alle pendici dei Monti Lattari, è un’esplosione di bellezza: il suo antico borgo, composto da più frazioni, la sua ricca vegetazione e la bellezza del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scale ripide e quasi nascoste. Stradine, una miriade, che si intrecciano e si aggrovigliano, in un susseguirsi inusuale di casupole bianche, archi, cupole e loggiati. Positano, in provincia di Salerno, alle pendici dei Monti Lattari, è un’esplosione di bellezza: il suo antico borgo, composto da più frazioni, la sua ricca vegetazione e la bellezza del suo mare ne fanno una meravigliosa cartolina.<br />
Pittori, registi, scrittori: tutti, ammaliati dalla magica atmosfera del paesaggio, dallo stile di vita dei pescatori, hanno tratto ispirazione da quel paesaggio, fatto di case arroccate e conventi, di ville e rifugi dorati.<br />
Intorno, a farle da corona, si innalzano il Monte Comune, Santa Maria del Castello, Sant’Angelo a Tre Pizzi, Conocchia, Campo dei Galli e Paipo. Verso sud e verso est, invece, la vista spazia sul mare fino alla Punta Licosa e a Capri. E sul mare, a tre miglia di distanza dalla costa, si ammirano Li Galli o Sirenuse, il cui nome è evidente richiamo alla iconografia delle Sirene nell’arte figurata greca arcaica. Sono tre isolotti: il Gallo lungo, la Rotonda e il Castelluccio. Per far fronte ad i continui attacchi dal lato mare, il viceré Pietro di Toledo ordinò l’edificazione di alcune torri. Le più importanti furono quella della Sponda, un’altra nel luogo chiamato “Trasita”, rimodernata nel 1950, la terza nella zona del “Fornillo”, acquistata nel 1909 e ristrutturata dal mecenate svizzero Gilbert Clavel.<br />
Tra un’escursione e l’altra, sul Belvedere, al Ponte dei Libri o alla Grotta di Matera, una spaccatura in cui, come in un fiordo, penetra il mare, in paese, tra le case cubiche, si ammira la Chiesa di Santa Maria Assunta, con la sua grande cupola maiolicata a mosaico. Nei pressi si trovano i resti di una Villa romana. Da Piazza Flavio Gioia si scende alla sottostante Marina Grande per proseguire verso le pittoresche spiagge Fornillo, La Porta, Ciumicello e Arienzo.<br />
E Positano, si sa, ha anche un’anima mondana, fatta soprattutto di quella tradizione sartoriale, nota da tempo in tutto il mondo. Attrazione per i turisti che affollano il centro, colmo di botteghe eleganti e colorate, che impongono il loro stile, che va sotto il nome di “Moda Positano”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/positano.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amalfi</title>
		<link>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/amalfi.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amalfi</link>
		<comments>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/amalfi.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eikongrafica.it/magnoliahouse/?p=54</guid>
		<description><![CDATA[Amalfi, in provincia di Salerno, la prima delle Repubbliche Marinare, ancora oggi stupisce chi la visita: questa perla incastonata tra i Monti Lattari affascina per il verde della macchia mediterranea e l’azzurro del suo mare, dove spicca la serie infinita di maioliche a mosaico del campanile del Duomo dedicato a Sant’Andrea. Famosa per i suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amalfi, in provincia di Salerno, la prima delle Repubbliche Marinare, ancora oggi stupisce chi la visita: questa perla incastonata tra i Monti Lattari affascina per il verde della macchia mediterranea e l’azzurro del suo mare, dove spicca la serie infinita di maioliche a mosaico del campanile del Duomo dedicato a Sant’Andrea.<br />
Famosa per i suoi traffici e le sue relazioni diplomatiche, Amalfi legò il suo nome alla bussola di Flavio Gioia e alla “Tabula de Amalpha”, il primo tra i codici di diritto marittimo, oggi custodito nel Museo civico.<br />
All’inizio del tratto occidentale del lungomare, si scorgono i resti dell&#8217;Arsenale, un cantiere navale di proprietà pubblica attestato sin dalla metà dell&#8217;XI secolo e di cui sono da ammirare due navate coperte da crociere a sesto acuto. Andando oltre, dalla monumentale scalinata del Duomo, imponente con i suoi 57 gradini, ci si affaccia sulla piazza principale di Amalfi, adorna della barocca fontana di Sant’Andrea o del Popolo, costruita nel 1760.<br />
Sulla destra del Duomo si erge il campanile del XII secolo, mentre, attiguo, vi è l&#8217;incantevole Chiostro in stile arabo detto del Paradiso, costruito nel 1266 come cimitero per i cittadini più illustri. Molto preziosa la magnifica Cripta, dove è custodito il corpo di Sant’Andrea. Alle spalle del Duomo c’è la Chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente al X secolo.<br />
Il comune di Amalfi è formato da più frazioni: Lone, Pastena, Pogerola, dove si possono ammirare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie del XVI secolo, il campanile e la Chiesa di San Michele (l’unica a pianta a croce presente ad Amalfi), il castello e i resti della torre. Ancora, la frazione di Tovere, con la Chiesa di San Pietro del XIII secolo, e Vettica Minore, con Torre Capo, struttura di avvistamento tipica a pianta quadrata del XVI secolo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/amalfi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le storie della penisola sorrentina e della costiera amalfitana</title>
		<link>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/le-storie-della-penisola-sorrentina-e-della-costiera-amalfitana.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-storie-della-penisola-sorrentina-e-della-costiera-amalfitana</link>
		<comments>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/le-storie-della-penisola-sorrentina-e-della-costiera-amalfitana.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eikongrafica.it/magnoliahouse/?p=50</guid>
		<description><![CDATA[Alla sua bellezza incomparabile, la penisola sorrentina unisce il fascino della storia e dei suoi miti. Si parte da Vico Equense, che vale una visita soprattutto per la bellezza dei piccoli borghi, cosiddetti Casali, stesi tra agrumeti, viti ed olivi. Qui il Castello Giusso è avvolto dalla leggenda di Giovanna la Pazza. Si narra che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla sua bellezza incomparabile, la penisola sorrentina unisce il fascino della storia e dei suoi miti.<br />
Si parte da Vico Equense, che vale una visita soprattutto per la bellezza dei piccoli borghi, cosiddetti Casali, stesi tra agrumeti, viti ed olivi. Qui il Castello Giusso è avvolto dalla leggenda di Giovanna la Pazza. Si narra che la dama fu in vita un’amante insaziabile e oggi c’è chi sostiene che la sua anima si agiti nei luoghi dove morì, vittima di una delle trappole in cui in cui faceva finire gli amanti dopo essersi con loro congiunta.<br />
Ma è senza dubbio il mito delle Sirene ammaliatrici dei naviganti, che Ulisse incontra sulla costa del promontorio sorrentino e lubrense, ad accompagnare in un viaggio in penisola. Sorrento è la mitica terra delle creature alate, dal canto soave e fatale, e deve il suo nome a “Sirentum”, fanciulla nata da Mirone e Leucosia. I due contadini legarono la nascita della piccola a un voto fatto al tempio delle Sirene di Massa Lubrense.<br />
Ed è proprio a Massa che vale la pena arrivare per godere del verde della macchia mediterranea e dell’azzurro di uno dei tratti più belli del Mare Nostrum. Non prima, però, di passare per i bagni della Regina Giovanna, che costituiscono il più importante sito archeologico della penisola sorrentina. Si racconta che la regina Giovanna Durazzo qui lasciasse cadere dalle finestre i propri amanti.<br />
Infine, un salto a Punta Campanella, Area marina protetta che si estende per più di mille ettari in uno dei tratti della costa italiana più rigogliosi dal punto di vista naturalistico.<br />
Secondo una leggenda il nome della Punta deriverebbe da una campana. In una delle scorribande dei Saraceni, durante la quale, fu saccheggiata anche la Chiesa di Sant&#8217;Antonino Abate di Sorrento, giunse alla Punta una flotta pirata che trasportava la campana della chiesa e altri oggetti trafugati. La ciurma fu bloccata da una forza misteriosa e, nel tentativo di procedere, i briganti cominciarono ad alleggerire l&#8217;imbarcazione gettando in mare parte del loro bottino. Solo dopo aver gettato la campana in mare, si levò un forte vento che consentì al vascello pirata di raggiungere le altre fuste. Da allora, c&#8217;è chi sostiene che ogni 14 febbraio, festa del Santo protettore di Sorrento, si senta la campana suonare sott&#8217;acqua.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magnoliahouse.it/luoghi-da-visitare/le-storie-della-penisola-sorrentina-e-della-costiera-amalfitana.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

